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Prima Guerra Mondiale

La monumentalizzazione della Prima Guerra Mondiale ebbe inizio nelle fasi immediatamente successive al conflitto e vide protagoniste sia esponenti delle classi dirigenti locali (che promossero la costruzione di comitati ad hoc per l’acquisizione dei finanziamenti necessari per la costruzione dei vari monumenti) sia il governo, tanto quello liberale ma soprattutto il regime fascista, per il quale il conflitto divenne elemento identitario e legittimante, mito e componente centrale dei suoi rituali nonché strumento per consolidare (in alcuni casi perfino a costruire) la coscienza nazionale italiana in un’area di nuova acquisizione quale la Venezia Giulia.

Tra la seconda metà degli anni Venti e la fine degli anni Trenta furono pertanto costruite numerose are, cippi e complessi statuari nei principali centri della regione, in gran parte dei casi in memoria dei soldati caduti (in maniera indistinta) ma in alcuni specifiche persone (Filippo Corridoni, Svetozar Borojević von Bojna, giusto per citarne due). Essi sono stati censiti e descritti in un volume collettaneo (1918-2018, vedasi Per approfondire) prodotto in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale col patrocinio della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, a cui si rimanda per approfondimenti, specialmente di natura tecnica.

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